Guida alla Pec
Cos'è la Pec
PEC, acronimo di posta elettronica certificata, è un sistema introdotto in Italia nel gennaio del 2009, con il quale un particolare tipo di e-mail assumono valore legale e sono così parificate alle raccomandate con ricevuta di ritorno.
Per chi è obbligatoria la Pec
(dal 29 novembre 2011, con proroga concessa dalla Unioncamere al 31 dicembre 2011).
- società di capitali e di persone: ad esempio S.p.A., s.r.l., s.n.c., società in accomandita semplice e società per azioni, società di mutuo soccorso, società cooperative, società estere aventi in Italia una o più sedi secondarie, società in liquidazione. Con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2012, è stato prorogato il termine per comunicare la propria PEC al Registro Imprese fino al 30 giugno 2012. Leggi sotto per scoprire il riferimento normativo
- tutti i medici iscritti all'Albo, che dovranno comunicare l'indirizzo Pec al proprio Ordine
- professionisti iscritti in Albi od elenchi
- Amministrazioni
Per le ditte individuali la Pec al momento è suggerita, ma non obbligatoria
A cosa serve la Pec
La Pec può essere utilizzata per trasmettere informazioni e documenti di cui si vuole certificare l'invio, l'integrità e l'avvenuta consegna del messaggio scambiato tra il mittente e il destinatario.
Ha lo stesso valore legale della tradizionale raccomandata con avviso di ricevimento.
Che differenza c’è fra la Pec e una normale mail?
Rispetto a una tradizionale casella di posta, la Pec:
- certifica l'invio e la consegna del messaggio;
- presenta l'opponibilità a terzi delle operazioni di invio e ricezione di un messaggio;
- certifica il contenuto del messaggio.
L'utilizzo della Pec è diverso da quello di una normale posta elettronica?
Le modalità di accesso sono sostanzialmente le stesse.
Si possono leggere ed inviare messaggi sia impostando la Pec nel programma di posta elettronica che si utilizza (es. outlook), oppure accendendoci online attraverso un browser Internet (come una normale web mail).
Rispetto a una normale mail, si ricevono anche messaggi di servizio, relativi alle varie notifiche di consegna e/o ricezione. Questi devono essere conservati come prova, come si fa per le ricevute e cartoline di ritorno in una normale posta tradizionale raccomandata A/R.
Che differenza c'è tra la raccomandata con ricevuta di ritorno ed il servizio di Pec?
La Pec ha lo stesso valore legale, ma consentendo di inviare contenuti in formato mail:
- non ha costi (eccetto il canone della casella di posta)
- è molto più veloce
- contiene la certificazione del contenuto trasmesso (oltre che della spedizione/ricezione)
Quando è preferibile inviare messaggi di Pec?
Quando si vogliono inviare comunicazioni ufficiali, o per cui comunque è bene avere una certificazione di consegna e un valore legale.
In che modo si ha la certezza della consegna di un messaggio di PEC?
Nel momento in cui si invia il messaggio, l’utente riceve, una prima ricevuta di accettazione con relativa attestazione temporale, da parte del proprio gestore di PEC.
La ricevuta costituisce prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio (non della consegna al destinatario).
Parimenti, quando il messaggio arriva nella casella del destinatario, il suo gestore di Pec invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna, con l'indicazione di data ed orario, indipendentemente dalla visualizzazione del messaggio da parte del destinatario.
I messaggi di "ricevuta" di accettazione e/o consegna sono firmati digitalmente e vanno conservati come prova (come si fa per la ricevuta e cartolina di ritorno in una normale raccomandata A/R).
E’ possibile inviare una mail da una Pec a una mail tradizionale?
Sì, ma l'invio e la ricezione di un messaggio di Pec hanno valore legale solo nel caso in cui anche il destinatario sia dotato di una casella di Posta elettronica certificata.
Il destinatario di un messaggio di Posta elettronica certificata può negare di averlo ricevuto?
Se il messaggio è stato effettivamente consegnato alla casella del destinatario, questo non può negarne l'avvenuta ricezione, anche nel caso in cui egli non abbia effettivamente letto il messaggio stesso, in quanto fa atto la ricezione del messaggio di notifica, che riporta la data e l'ora in cui il messaggio è arrivato nella casella di Pec del destinatario.
L’indirizzo di PEC deve essere reso disponibile sul sito web e su carta intestata aziendale?
Se per gli enti pubblici esiste uno specifico obbligo normativo relativo alla posta elettronica certificata, ovvero quello di istituire almeno una casella PEC per ogni registro di protocollo (art. 47 del CAD) e di darne comunicazione sull’indice delle PA, per i privati non sembrerebbe sussistere uno specifico e parallelo obbligo in tal senso.
L'art. 7 del D. Lgs. 70/2003, rende obbligatoria la pubblicazione di un indirizzo di posta elettronica di cui, però, non è obbligatoria la creazione.
Al contrario, l'indirizzo di PEC deve essere obbligatoriamente creato e univocamente collegato con l’impresa.
Quindi sembrerebbe che l'obbligo, per imprese e professionisti, della sua iscrizione nel registro delle Imprese, porta all’obbligo di indicare tale indirizzo nella homepage del sito web, al fine di darne una concreta ed efficace attuazione.
Ma questa è un'interpretazione, in quanto non esistono, da parte del legislatore, indicazioni legislative esplicite e prese di posizione chiare da parte del Ministero sull'obbligatorietà o meno.
- Se vuoi saperne di più o vuoi attivare la tua Pec con noi, contattaci.
Riferimento normativo per le società:
Art. 16, comma 6 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2
"Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata.S
Katia Carbone: L'iscrizione dell'indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria."